La nostra citta

MONTEROTONDO (RM)
 
 

 

(37.916 abitanti al 31/03/2008) è la "porta" a nord est dell'area metropolitana romana.

Poggiata su un colle (165 m.sul livello del mare) che domina la valle del Tevere, la cittadina dista circa 23 km da Roma (quindici minuti d'auto dal G.R.A., uscita Salaria, direzione Rieti). Il territorio comunale copre 4.054 ettari.

Il clima mite favorisce lungo i pendii delle colline la coltivazione di vigneti che producono ottimi vini.

Nella Valle del Tevere, tra la Sabina e la traversa del Ponte del Grillo, è situata la zona industriale che ospita, oltre ad imprese locali, anche numerose filiali di grandi aziende nazionali.

Poco distante dal centro abitato, la campagna di Tor Mancina che insieme a Vallericca e alla macchia di Gattaceca, formano una bella cintura verde che circonda la città.

LA STORIA

 

Preistoria - Le prime attestazioni dell’uomo nel territorio che oggi rientra nell’odierno comune di Monterotondo sono costituite da materiali datati al Paleolitico inferiore e medio. Un unico rinvenimento è invece riferibile al Neolitico, mentre non sono noti, allo stato attuale delle conoscenze, siti dell’Età del Bronzo, lacuna che si può attribuire probabilmente solo ad una carenza della documentazione disponibile.
Età preromana - In epoca preromana questo territorio costituiva una sorta di frontiera fra i centri latini di Crustumerium e di Nomentum, situati a sud rispetto alla città moderna, e l’abitato sabino di Eretum, che si trovava sulle alture di Casacotta, nell’odierno territorio comunale di Montelibretti.
Non è possibile, sulla base dei dati oggi disponibili, definire i confini tra questi popoli.
L’identificazione di Monterotondo con l’antica Eretum nasce da un recupero di una tradizione antiquaria effettuato nel ‘600 dai Barberini, che, per conferire prestigio alla loro casata, vollero far discendere il borgo di Monterotondo, che avevano acquistato dagli Orsini, dall’illustre città sabina, conferendo così al loro feudo un’aurea di vetusta antichità. Tale identificazione è stata smentita nel corso degli anni ’70 dagli scavi condotti dal C.N.R. sulle colline di Colle del Forno, che hanno portato alla scoperta della necropoli dell’antica Eretum, e dalle ricerche di superficie effettuate sulle già menzionate alture di Casacotta.
Età romana – Il territorio dell’odierno Comune di Monterotondo fu conquistato dai Romani tra il V e il IV sec. a.C., cioè tra la presa di Crustumerium (499 a.C.), quella di Eretum (successiva ai conflitti del 449 a.C.) e la definitiva sottomissione di Nomentum (338 a.C.). Il nostro territorio fu coinvolto in questi traumatici eventi ed in quelli che seguirono i cinquant’anni successivi la presa di Nomentum, fino a quando il console Manio Curio Dentato, con una guerra lampo, sottomise tutta la Sabina (290 a.C.).
A partire dalla conquista romana, il territorio dell’odierna Monterotondo fu amministrato dall’unica realtà urbana presente all’epoca in questo settore del Lazio Antico: il municipio di Nomentum (i cui resti si trovano nel Comune di Mentana). Numerose ville, che svolsero la funzione sia di residenza sia di struttura produttiva, caratterizzavano tutto il paesaggio circostante l’antico municipio.
Dalla formazione del centro urbano di Monterotondo al Risorgimento –La prima testimonianza che riporta la notizia di un toponimo riconducibile a “Monterotondo” è ricordata in un documento di poco anteriore all’anno Mille, con cui vengono conferiti a Guido, abate di Farfa, due casali situati in un Campus Rotundus. In un altro documento, datato al 1286, la proprietà è attestata tra i beni della famiglia Orsini. La storia di Monterotondo sino al 1626 sarà sempre legata alle vicende di questa famiglia. Nel 1469 gli Orsini di Monterotondo si imparentarono con i Medici di Firenze grazie al matrimonio tra Clarice Orsini e Lorenzo il Magnifico, il cui figlio fu papa dal 1513 al 1520 con il nome di Leone X. Il 30 ottobre 1579 Francesco e Raimondo Orsini approvarono uno “Statuto” che prevedeva l’istituzione di cariche ed organi elettivi che facevano capo a quattro priori eletti per la durata di sei mesi. Per le decisioni più importanti si consultava invece un Pubblico Consiglio composto da un rappresentante di ogni famiglia. Questo organo eleggeva nel suo seno un consiglio più ristretto, formato da soli quaranta membri.
Con l’interessamento e l’autorizzazione del papa Urbano VIII Barberini, gli Orsini vendettero a Carlo Barberini, fratello del pontefice, il feudo di Monterotondo e sarà poi lo stesso papa a concedere al borgo l’elevazione a ducato nel 1627. Al primo periodo della Signoria dei Barberini appartengono le più importanti realizzazione artistiche ed architettoniche, tra le quali l’edificazione di Santa Maria Maddalena, meglio nota come il Duomo. Con la morte del papa iniziò il declino della famiglia Barberini, che porterà nel 1699 alla vendita del ducato al Marchese Francesco Grillo di Genova. I Grillo, a differenza delle precedenti famiglie nobiliari, non mostrarono un’attenzione particolare per questo feudo che tennero fino al 1814, quando lo cedettero ai Boncompagni. Sotto la signoria dei Boncompagni il centro di Monterotondo fu coinvolto nelle battaglie intraprese da Giuseppe Garibaldi che avanzava verso la città di Roma.
Dall’Unità d’Italia ai nostri giorni – Il periodo successivo l’Unità d’Italia vede una forte espansione demografica di Monterotondo, favorita anche dal sorgere delle prime industrie.
La crisi agraria portò allo spostamento di numerosi braccianti dalle zone della Sabina e dell’Abruzzo verso il Tevere e nella fascia circostante la capitale. Tra gli stabilimenti industriali che sorsero per primi, ci furono le fornaci di laterizi. Gli insediamenti industriali nacquero nella zona dello Scalo, ben connessa a Roma grazie alle vie di comunicazione costituite dalla Salaria, dalla ferrovia e dal fiume Tevere.
La prima metà del ‘900 fu un periodo particolarmente duro per Monterotondo. Il 13 gennaio 1915 il terribile terremoto di Avezzano lesionò parecchi edifici del centro urbano, il palazzo Orsini-Barberini e le chiese di Sant’Ilario e San Nicola. Il conflitto mondiale era alle porte e da quel momento, per diversi anni, la città subì una grave crisi economica che mise a dura prova la sua Amministrazione. La notizia dell’inizio della guerra nel maggio del 1915 non fece che aggravare la situazione della città, impegnata a recuperare i danni causati dal terremoto di gennaio. Durante il periodo del Fascismo, Fausto Cecconi, nato a Monterotondo e provetto pilota dell’Aeronautica Militare, stabilì il primato mondiale di volo in circuito chiuso (67 ore e 13 minuti) e compì la trasvolata transoceanica Italia – Brasile.
Nel corso dell’ultima guerra, a Palazzo Orsini-Barberini si insediò il Quartier Generale delle Forze Armate al comando del Generale Roatta. In seguito all’armistizio dell’8 settembre, mentre le alte gerarchie militari seguirono il Re in fuga verso sud, i Tedeschi tentarono di conquistare il comando tramite una massiccia azione militare che insanguinò il paese di Monterotondo fino a quando alcuni ufficiali dell’Esercito Italiano trattarono la resa. Successivamente il territorio di Monterotondo fu teatro della lotta antifascista; il 4 giugno 1944 un gruppo di partigiani fu catturato mentre era intento a trasportare in paese armi e munizioni: il partigiano Edmondo Riva, poi decorato con la Medaglia d’Oro, assunse su di sé tutta la responsabilità dell’azione e per questo il 7 giugno fu fucilato dai Tedeschi. Per il contributo alla lotta antifascista è stata riconosciuta al Comune di Monterotondo la Medaglia d’Argento al Valor Militare.

 

 

Per chi voglia saperne di più…

Presso il Museo Archeologico Territoriale di Monterotondo è allestito un percorso di visita in cui sono esposti materiali archeologici provenienti dal territorio.
Presso la Biblioteca comunale di Monterotondo è allestita una sezione locale dove è possibile consultare testi sulla storia della città e del territorio di Monterotondo.

 ARTE

 

Nel centro storico di Monterotondo sono facilmente distinguibili le fasi della sua edificazione: quella medievale, in cui il tessuto urbano segue la natura del terreno e gli edifici tendono a ruotare lungo il pendio del Monte della Ginestra, e quella rinascimentale (vedi via Cavour), in cui il tracciato non è più il frutto di una successione casuale di edifici ma di un progetto razionale.

La Rocca, oggi Palazzo Comunale, venne adattata da Franciotto Orsini (nel Cinquecento, sotto il pontificato del cugino Leone X), al gusto rinascimentale. Di notevole interesse il portale che orna l’ingresso del castello e il vaso della cisterna in un piccolo cortile interno con stemma papale mediceo e stemma Orsini prelatizio. Dal grande cortile circondato da colonne ottagonali, attraverso la Scala Reale, si giunge al piano nobile decorato nel Cinquecento. Le stanze intatte sono solo quattro: di notevole importanza nella Seconda Sala gli affreschi di Girolamo Siciolante da Sermoneta, che rappresentano episodi del mito di Adone alternati a figure di divinità ispirate a tipologie raffaellesche. Nella Terza Sala, affrescata nel 1581 da Paul Bril, è visibile una preziosa veduta di Monterotondo, inserita tra paesaggi e scene di caccia. L’ultima stanza, decorata per volontà dei Barberini alla fine del Seicento, presenta un soffitto a botte decorato con un affresco in cui compaiono Amore, Tempo, Ore e Fama, forse opera di Giacinto Calandrucci.
Nel Centro storico, poco distante dal castello, si trova la seicentesca Chiesa di S. Maria Maddalena, con all’interno tele di C. Maratta e G. Crescenzi e un bel soffitto di D. Pistrini. Nella Chiesa di S. Maria delle Grazie troviamo uno dei monumenti più belli del Quattrocento laziale, eretto in onore di Giordano Orsini dal fratello, il Cardinale Battista Orsini.

 FESTE E FIERE

Panoramica notturna (foto di Gianni Tiberi)

Quella di S. Antonio Abate è la più tradizionale festività eretina: organizzata dalla Pia Unione, si svolge la domenica più vicina alla festa del Santo vera e propria, il 17 gennaio. Il Carnevale eretino vive il suo clou l’ultima domenica prima del martedì grasso, con la sfilata dei gruppi mascherati per le vie cittadine. La prima domenica di maggio si svolge la festa dei Santi patroni Filippo e Giacomo, organizzata dalla parrocchia Santa Maria Maddalena e dalla Pro Loco, che prevede, oltre al programma religioso, diverse manifestazioni di piazza e sportive. La Sagra della Fava e Pecorino, nel fine settimana intorno al 10 maggio nel rione Borgonovo, offre l’occasione di assaggiare tra musica e balli, questa fantastica accoppiata, gioia del palato. La terza domenica di giugno, nella parrocchia di S. Maria delle Grazie, festa di S. Antonio da Padova, con processione della statua del Santo su un baldacchino ricoperto di gigli bianchi. Il sabato più vicino al 24 giugno (festa di San Giovanni), tradizionale Ciummacata nelle maggiori piazze di Monterotondo: lunghe e festose tavolate ospitano il “rito” della cena comunitaria all’aperto, in cui le lumache, cucinate in bianco e in umido, costituiscono il piatto principale. Nella prima metà di luglio, in Piazza Togliatti, Sagra della Panzanella, musica, divertimento e degustazione gratuita. Luglio è anche il mese dell’Estate Eretina, prestigiosa rassegna di danza, cinema, musica e teatro nata all’inizio degli anni ‘80. Al rientro dalle vacanze, nel fine settimana più vicino alla festività del Santo (13 settembre), ecco la Festa di San Gabriele, organizzata dalla parrocchia di Gesù Operaio. Intorno al 29 settembre, appuntamento con la Festa di S. Michele, consueto saluto all’estate per gli abitanti dello Scalo: interessanti programmi sportivi e spettacolari fanno da contorno agli intensi momenti liturgici della parrocchia S. Maria del Carmine. Chiude il programma annuale delle festività monterotondesi la Festa di S. Francesco (intorno al 4 ottobre), organizzata dai padri del Convento dei Cappuccini e dalla Gioventù Francescana, significativo momento di riflessione e spiritualità. La terza settimana di ottobre si svolge la manifestazione Fasti d'Autunno, giornate di cultura, arte e spettacolo che prendono in esame una tematica ispirata ad un evento storico che si è svolto a Monterotondo negli anni a cavallo tra il XV e il XVI secolo, e culminano nel fine settimana con una suggestiva rievocazione storica in costume rinascimentale. Ogni seconda domenica del mese infine, per tutto l’anno tranne ad agosto, in piazza del Duomo, via Cavour, piazza del Popolo e piazza della Repubblica la Confesercenti locale organizza “L’Isola nel tempo”, mostra mercato d’antiquariato, mobili ed oggettistica d’epoca, modernariato, collezionismo, rigatteria ed artigianato.

(Informazioni prese da www.comune.monterotondo.rm.it)

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